Il giardino senza polline nasce la città anti-allergia

Il giardino senza polline nasce la città anti-allergia

Da Milano a Palermo la crociata anti starnuti. Il caldo insieme allo smog rende sempre più potenti le microspore delle piante. Disturbi per un italiano su cinque: le città creano spazi a misura dei cittadini malati

Giardini anti-allergia contro i superpollini. Caldo, siccità e smog stanno rendendo più potenti nelle città gli agenti responsabili di starnuti, rinite e congiuntiviti. Così le amministrazioni iniziano a realizzare spazi verdi a misura dei cittadini malati, una categoria in continua crescita. Non si tratta solo di scegliere gli alberi giusti.
Ma anche di assicurare una manutenzione continua per rimuovere le piante infestanti. I pollini a causa dei cambiamenti del clima e dell’inquinamento diventano sempre più numerosi e violenti. Sono tanti gli studi scientifici che dimostrano come l’aumento dell’anidride carbonica nell’aria e il caldo non solo ne fanno produrre una maggiore quantità alle piante ma li rendono anche più allergenici e quindi pericolosi per i malati. A Roma si è calcolato che tra il 2006 e il 2011 l’indice pollinico dei cipressi è aumentato di ben sette volte, quello delle graminacee di cinque e mezzo.

Agli effetti della combinazione tra smog e polline bisogna aggiungere quelli del riscaldamento globale. Le stagioni di fioritura delle piante stanno anticipando e quindi si allungano. Il cipresso, ad esempio, un tempo funestava gli allergici solo a gennaio e febbraio, oggi può produrre pollini fino ad aprile. L’anno scorso le graminacee in certe zone del paese, oltre che a primavera, sono fiorite per due mesi in autunno, periodo in cui solitamente hanno un picco di pochi giorni. Le piante che provocano più problemi cambiano a seconda della zona. Sopra il Po in questi anni si è affermata in maniera violenta l’ambrosia, una pianta invasiva diffusissima negli Stati Uniti che si trova nei campi ma anche ai bordi delle strade. A Milano la Asl ha varato un piano per eliminarla dalla città. Anche la betulla è al nord, mentre al centro dominano il cipresso e gli ulivi, presenti ovviamente anche al sud. Poi c’è la siccità, che provoca problemi perché le piogge, come avviene per lo smog, portano a terra i pollini e liberano l’aria. Gli eventi atmosferici distruggono i pollini e rendono le particelle che li compongono ancora più fini e dunque capaci di entrare meglio nelle vie respiratorie. Per chi ha l’asma può significare l’arrivo di una crisi grave”.

Milano ha già alcuni giardini “allergy free” ma sono sulla stessa strada, per fare alcuni esempi, anche Roma, Firenze, Palermo e Perugia. Gli allergologi danno il via libera a magnolia, ippocastano, palme, agrumi e dicono no a betulla, ontano, nocciolo, cipresso, carpino e olivo. Si consiglia, per gli spazi più grandi, di fare una mappa agli ingressi indicando le piante presenti nell’area verde.

Fonte liberamente tratto da: Repubblica.it

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