Siamo un popolo di spreconi. <BR> L’allarme del WWF: <BR>“Gli italiani consumano 2,6 pianeti”

Siamo un popolo di spreconi. <BR> L’allarme del WWF: <BR>“Gli italiani consumano 2,6 pianeti”

Se tutti gli abitanti dellaEarth_Eastern_Hemisphere Terra si comportassero come gli italiani, non ci basterebbe un solo pianeta e nemmeno due. L’impronta ecologica dell’Italia, l’indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra, è infatti di 2,6 pianeti e corrisponde alla media europea. Questi i dati svelati dall’ultimo rapporto internazionale del WWF, il Living Planet Report 2014, che sottolinea inoltre come i 27 stati europei facciano abbondatemene ricorso anche alle risorse naturali di altri paesi. Insomma, abbiamo un bel puntare il dito contro quelli spreconi americani: il vecchio mondo sembra decisamente non comportarsi meglio. E i risultati purtroppo non hanno tardato a manifestarsi, anzi: si stima che le popolazioni di pesci, uccelli, mammiferi, anfibi e rettili siano diminuite del 52% dal 1970, anche se le specie più colpite sono quelle di acqua dolce che hanno sofferto un declino del 72%. Una perdita che ovviamente avrà ricadute sempre più evidenti anche sulla popolazione umana: oltre al miliardo di persone che già soffre la fame, sono oltre 2,5 i miliardi di persone minacciate da una grave scarsità d’acqua per almeno un mese ogni anno. Notizie che dovrebbero metterci in allarme ma che, come al solito, trovano poco spazio sulle pagine dei giornali, divisi tra guerre, politica e spettacolo, e nelle teste delle persone, distratte dalla loro quotidianità. Eppure questi temi, che ormai non sembrano far più ‘notizia’, ci riguardano direttamente e sarà meglio rendersene conto prima che si avveri la triste e celebre profezia Sioux Lakota:
“Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato, quando l’ultimo albero sarà abbattuto, quando l’ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia.”
Parola di Toro Seduto.

Per saperne di più

Per calcolare la propria impronta ecologica

Per vedere i dati del Living Planet Report 2014

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