ALBERO VERO O FINTO..PER UN NATALE ‘BUONO’?

ALBERO VERO O FINTO..PER UN NATALE ‘BUONO’?

Albero vero o albero finto? Questo è il problema del moderno Amleto alla prese con luci, palline e decorazioni natalizie.
In attesa della notte Santa, in cui tutti dovremmo essere più buoni, vediamo quale scelta ‘fa del bene’ all’ambiente.
Secondo i dati della Coldiretti solo nel 2012 in Italia sono stati acquistati 155932187-586x3896,5 milioni di alberi veri, che risultavano dunque preferiti a quelli sintetici. Un comunicato della Guardia Forestale dell’anno successivo mostrava però come questi 6 milioni di abeti il 6 gennaio 2013 si fossero già trasformati in rifiuti. Ad una prima impressione dunque  l’albero vero può sembrare un’opzione chiaramente dannosa dal punto di vista ecologico, poiché si a va disboscare ogni anno un’area di foresta. In realtà in Italia gli abeti sono coltivati e non provengono quindi da zone boschive: la maggioranza dei vivai si trova in Toscana, nella provincia di Arezzo e nell’alto Casentino, dove si producono circa 150-200.000 piante all’anno. La coltivazione avviene su terreni che verrebbero altrimenti abbandonati e subirebbero un degrado idrogeologico: questi vivai rilasciano inoltre una certificazione FSC che garantisce l’utilizzo di particolari standard.

christmas-trees1Solo una piccola parte degli alberi di Natale, circa il 10%, è estraneo a queste coltivazioni ma viene recuperato dagli scarti delle potature dei boschi italiani. Generalmente, essendo alberi spesso vicini ai punti vendita, l’acquisto di tali piante riduce molto l’impatto dell’inquinamento dovuto al trasporto: per essere veramente ecologico l’albero si dovrebbe infatti acquistare vicino a casa. Altrettanta cura va messa anche nello smaltimento: gli stessi acquirenti possono, in alcuni casi, trapiantare l’abete in vaso o in giardino e riutilizzarlo, oppure l’albero può essere riportato nei vivai, in alcune località se ne incarica lo stesso Comune, che in altri casi li ripianta in luoghi idonei. Anche quest’anno nei punti vendita IKEA, inoltre, è possibile affittare, al modesto costo di 14,99 euro, un albero vero: restituendolo, una volta trascorse le feste, insieme allo scontrino, si ottiene un buono spesa della stessa cifra. Per ciascun albero restituito, IKEA donerà 2 euro al WWF per un progetto di conservazione forestale in una delle Oasi WWF in Italia: in una decina di anni i clienti IKEA hanno restituito più di 152.000 alberi, trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati per la produzione di pannelli truciolari. Se infine l’abete fosse troppo stressato dalla permanenza in un ambiente chiuso, può infatti terminare i suoi giorni trasformato in compost, mentre rami e tronco, per chi avesse una stufa, possono contribuire ad abbassare i costi del riscaldamento.

Certo un albero artificiale ‘dura’ di più, ma anche le famiglie che fanno questa scelta s20111207204035pesso decidono di cambiare il loro prodotto nel giro di pochi anni. Quasi tutti gli alberi artificiali sono inoltre realizzati in materiali non biodegradabili, PVC, metallo e plastica. Anche solo quest’ultima, come derivata dal petrolio, ha costi ambientali e di smaltimento elevati: l’albero finto risulta dunque più “costoso” per l’ambiente in termini di emissioni di Co2 e consumo di energia, necessari non solo per la sua produzione ma anche per il suo trasporto. Sebbene bisognerebbe controllare che gli alberi siano acquistati da rivenditori certi e dotati di bollino IMQ e CE, il primo come garanzia di sicurezza, il secondo per accertarsi che siano stati sottoposti agli standard europei, è vero anche che la maggior parte degli alberi sintetici proviene da paesi asiatici. Per arrivare fino a noi questi prodotti viaggiano quindi per migliaia di chilometri, con relative emissioni di anidride carbonica: Coldiretti addirittura stima che i 500 mila alberi acquistati ogni anno in Italia liberano 115 mila tonnellate di CO2: l’equivalente di un percorso in auto di 6 milioni di chilometri. Insomma l’albero finto si può considerare un buon investimento in termini ecologici solo se tali costi risultano spalmati per una durata almeno decennale.

Se ancora siete indecisi tra albero naturale, acquistato vicino a casa, o albero artificiale, tramandato per più anni, per i più creativi e innovativi negli ultimi anni è in voga la moda degli. Fatti con legno, cartone, libri, stoffe, vetro, che siano minimal o superaddobati, colorati o total white, stimolano ad ogni dicembre la fantasia e la coscienza ecologica…l’unica regola, infatti, è quello di usare materiale di recupero e di riciclo: insomma un regalo, ‘sotto l’albero’, anche per l’ambiente.

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