Educazione ambientale, materia di studio?

Educazione ambientale, materia di studio?

IMG-20141013-WA0024Matematica, Storia, Italiano e … Educazione Ambientale. Quest’ultima infatti diventerà, il prossimo anno, materia scolastica obbligatoria. La notizia è stata confermata in questi giorni da Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, fautrice di un programma, condiviso con il Ministero dell’istruzione, che coinvolgerà le scuole dell’Infanzia, le primarie e le secondarie, con temi e modalità di fruizione differenti a seconda dell’età degli studenti.
Fino ad oggi, infatti, problematiche più che mai attuali, quali il cambiamento climatico, l’inquinamento, gli sprechi di risorse, la biodiversità, sono state, nei casi migliori, affidate da lungimiranti maestri e professori, solitamente di materie scientifiche, ad esperti esterni con una formazione specifica, ma, solitamente, sono invece relegate ad oggetto di approfondimento da fare ‘solo se avanza tempo’ nel già fitto tran tran scolastico.
20141015_090847Eppure tali tematiche meriterebbero a pieno titolo, già da tempo, di far parte del programma scolastico delle scuole italiane: noi di Demetra Cooperativa Onlus, che da anni operiamo nel settore della didattica ambientale, spesso ci rendiamo conto di come bambini e ragazzi abbiano perso un contatto diretto con la natura e il territorio, che per altre generazioni era scontato. La conseguenza più grave è la mancanza del ‘rispetto’ che i nostri nonni tributavano all’ambiente naturale da cui, era evidente, dipendeva la loro sopravvivenza: paradossalmente in un mondo in cui le notizie viaggiano a tempo record e tutto il sapere dell’uomo è fruibile con un semplice clic, la comune conoscenza della materia ambientale è ai minimi storici.
20140921_165546I risultati sono, purtroppo, quelli di un pianeta gravemente compromesso dal cieco sfruttamento perpetrato dagli uomini. Sicuramente la scuola è un ottimo punto di partenza per una rivoluzione, e un’inversione di tendenza, che può essere però efficace solo se sarà strutturata in modo diverso dalla gran parte dell’impostazione didattica attuale. In altre parole: educazione ambientale non deve essere una materia si ‘studio’, ma uno stile di vita. Se i problemi ambientali verranno insegnati da un punto di vista unicamente nozionistico, dedicando anche tantissime ore ma in modalità “ascolto passivo”, tali concetti rimarranno confinanti ai libri e non si trasformeranno mai in comportamenti corretti e consolidati.orticolario (4) copia
E’ proprio in questa direzione che da sempre, come operatori, abbiamo cercato di agire: trasmettendo valori e conoscenze con una metodologia che esula dagli schemi classici e prevede un vero coinvolgimento dei bambini e ragazzi, spesso con la modalità del gioco, dell’esperimento, insomma ‘del fare’: tappa obbligata per imparare attivamente.
Accogliamo comunque positivamente questa notizia, sperando in un adeguato sviluppo che sembrerebbe già smentito dalle indiscrezioni secondo cui, dal punto di vista curriculare, non verrà dedicata20141019_170905 una vera e propria ora all’educazione ambientale, ma questa dovrà trovare spazio tra i programmi delle altre materie, considerate più affini (scienze, geografia ed educazione civica in primis). Vista la grave situazione ambientale, più volte denunciata dai media e nel piccolo, dal nostro blog, pur essendo teoricamente d’accordo con quanto affermato da Aldo Di Biagio, vicepresidente della Commissione Ambiente del Senato che, a proposito dell’insegnamento dell’educazione ambientale ha affermato:«L’ambiente si tutela non solo con la repressione, ma anche con la prevenzione», ci chiediamo: e se fossimo ormai in ritardo anche per quella?

Leave a Reply

Your email address will not be published.