Demetra ha installato presso la propria sede un dispenser di acqua a rete idrica e ha dotato i suoi dipendenti di borracce in alluminio.
Questa scelta è stata fatta per evitare l’utilizzo di bottiglie di plastica in PET (Polietilene Tereftalato) e di conseguenza abbattere gli impatti ambientali.

Il crescente consumo di acqua in bottiglia monouso è sempre più oggetto di critiche a causa dei suoi impatti ambientali negativi. I distributori di acqua filtrata collegati alla rete idrica sono un’alternativa sostenibile. Uno studio basato sull’approccio dell’analisi del ciclo di vita, svolto dall’università statunitense di Yale e dall’ETH di Zurigo*, dimostra che l’impatto sui cambiamenti climatici è fino a sei volte inferiore rispetto a quello delle bottiglie di acqua in PET.

Quali sono gli IMPATTI dell’utilizzo di bottiglie di PLASTICA?

Le bottiglie di plastica sono fatte di Polietilene Tereftalato (PET): per produrre una bottiglia in PET serve una quantità di petrolio pari a ¼ del suo contenuto.

Il 90% del costo di una bottiglia è dato dalla produzione del contenitore stesso.

Sono necessari 17 milioni di barili di petrolio per far fronte alla richiesta annuale di acqua in bottiglie di PET. Questa è la quantità corrispondente al rifornimento necessario per la circolazione di 1,3 milioni di auto in un anno o all’energia necessaria a 190.000 case.

L’imbottigliamento in PET causa l’emissione di 2,5 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera ogni anno.

Ogni anno, nei soli USA, 38 milioni di bottiglie di acqua in PET finiscono nelle discariche.

I rifiuti generati dalla plastica e rilasciati negli oceani causano ogni anno la morte di 1,1 milioni di organismi marini.

L’acqua in bottiglia è testata 4 volte in meno rispetto a quella della rete idrica in relazione a microbi e altri inquinanti.

Perché usare una borraccia?

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